L’Assegno Unico è un sostegno prezioso per le famiglie ma se spendi quei soldi in modo diverso da ciò per cui dovresti farlo, potresti essere denunciato.
L’Assegno Unico è un contributo economico mensile erogato dall’INPS alle famiglie bisognose. In particolare, per ottenerlo ci sono alcuni requisiti da rispettare che riguardano l’ISEE e la composizione del nucleo familiare.
Il pagamento dell’Assegno Unico per figli nel 2025 avviene sul tasso di rivalutazione dello 0,8% fissato per adeguamento al costo della vita. Per le famiglie con:
- un Isee fino a 17.090,61 euro, l’importo massimo sale a 200,99 euro per ogni figlio minorenne
- un Isee superiore a 45.574,96 euro, l’importo si riduce a 57,45 euro al mese
Ci sono poi delle maggiorazioni previste per:
- i figli a carico di età inferiore a un anno
- le madri di età inferiore ai 21 anni
- entrambi i genitori titolari di reddito da lavoro
- i nuclei familiari con almeno tre figli, per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni
- i nuclei con almeno quattro figli a carico
- i figli disabili, a prescindere dall’età del figlio e a seconda della gravità della disabilità
- i nuclei vedovili.
Ma a parte questi requisiti, è importante rispettare anche la destinazione di questo contributo ovvero usarlo solo per ciò per cui è stato previsto, altrimenti rischi la denuncia.
Assegno Unico: come spendere i soldi
L’importo dell’Assegno Unico è, come abbiamo visto, diverso in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare. Ma bisogna fare attenzione ad un altro aspetto: per cosa bisogna spendere questi soldi?
Si deve usare l’Assegno Unico solo per gli interessi e il benessere dei figli. Molte famiglie dunque, fino ad ora, hanno usato questo contributo per le spese scolastiche o per l’abbigliamento dei figli. Alcuni hanno messo da parte questi soldi sempre per i loro figli. Ed infine c’è chi li ha impiegati per le spese di tutta la famiglia. Secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 24140 del 2023, però, bisogna fare attenzione alle spese che si sostengono con i soldi riconosciuti per l’Assegno Unico per i figli.
Infatti, se non spesi nel modo opportuno, si rischia di incorrere nel reato di appropriazione indebita. L’Assegno deve essere impiegato, infatti, per garantire un miglior tenore di vita ai figli. E c’è una precisazione sui coniugi separati o divorziati: se per esempio l’ex marito usa per se stesso l’assegno percepito per i figli minori affidati alla moglie separata e con lei conviventi, si verifica il reato di appropriazione indebita.
Secondo la legge vigente, l’appropriazione indebita punisce chi procura a se stesso o ad altri un profitto ingiusto, si appropria del denaro o della cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso. In questo caso sono infatti previste delle multe da 1000 fino a 3000 euro, fino alla reclusione da due a cinque anni.