Facebook modifica le propria normativa in materia di bullismo e intimidazione, provando a dare una risposta concreta alle esigenze di protezione dei soggetti vulnerabili e dei personaggi pubblici.
Facebook prende le distanze dai post riprovevoli e usa il pugno duro per contrastare i fenomeni di bullismo e intimidazione. Come riportato dall’autorevole Reuters, La Giornata nazionale per la prevenzione e sensibilizzazione del bullismo andata in scena oggi negli Stati Uniti diventa suggestiva e preziosa cornice per un inasprimento delle regole di condotta sul popolare social network, tramite le quali la piattaforma di Mark Zuckerberg vuole dar concreta risposta alle crescenti esigenze di protezione delle persone rispetto all’emergere del fenomeno delle cosiddette molestie di massa.
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In particolare, due sono le attività di controllo apportate da Facebook: l’una riguardante l’aumento dei livelli di tutela contro i fenomeni di bullismo e l’altra sottesa invece ad un rafforzamento della protezione dei personaggi pubblici, come giornalisti, politici, difensori dei diritti umani, celebrities o creators, anch’essi destinati a subire l’onta di post intimidatori. Nel primo caso, il social network provvederà a rimuovere tutte quelle azioni coordinate (espresse evidentemente in contenuti di senso discutibile) che, come spiegato in un post da Antigone Davis, Global Head of Safety dell’azienda di Palo Alto, sono finalizzate a prendere di mira “individui a maggior rischio di danni online“, tra cui le vittime di tragedie o i dissidenti governativi. Il contenuto incriminato verrà rimosso non soltanto all’interno delle bacheche personali, ma anche all’interno degli stessi messaggi privati, anch’essi luogo fertile di scritte poco edificanti.
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Facebook ha provveduto anche a rafforzare la soglia di tutela dei personaggi pubblici vittime di intimidazioni e bullismo. Nel caso di specie, verrà messo al bando ogni messaggio contenente riferimenti a carattere sessuale, oppure facente riferimento l’uso di immagini ritoccate in senso dispregiativo tramite Photoshop (od altri strumenti) o descrizioni fisiche negative. Facebook provvederà anche a rimuovere le reti di account, le pagine e i gruppi collegati all’attività molestatrice o intimidatoria, di un gruppo privato chiuso che funge da coordinamento per la pubblicazione di massa sui profili dissidenti.
Un impegno insomma importante con il quale l’azienda rappresentata da Mark Zuckerberg, il cui social conta all’attivo 2,8 miliardi di utenti mensili, vuole dare risposta concreta rispetto a quei fenomeni che non dovrebbero trovar sfogo né sui social né nella vita di tutti i giorni.
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