L’allarme su giovani e digitale: i ragazzi sono sempre più dipendenti da social e smartphone. E il lockdown non aiuta. Cosa si può fare per combattere il problema.
Quattro ore al giorno e più sui Social Network o, allargando la prospettiva, due mesi l’anno: tanto è il tempo che l’80% dei ragazzi fra gli 11 e i 18 anni di età trascorre a spulciare Instagram, TikTok, Twitch e compagnia. A rivelarlo è un’indagine dell’Osservatorio Scientifico dell’associazione no-profit Social Warning – Movimento Etico Digitale.
L’allarme lanciato dall’organizzazione non è certo un fulmine a ciel sereno. Stando ai dati raccolti nell’arco di due anni e che hanno visto coinvolti 35mila ragazzi e 13mila genitori, il lockdown da pandemia Covid-19 ha ulteriormente aggravato la situazione, tenendo i giovani lontani da scuola e dai loro contesti sociali abituali. Per troppo tempo proprio i social media hanno rappresentato l’unica “finestra” sul mondo fuori casa.
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L’utilizzo dello smartphone non è tuttavia limitato ai social network. Il 40% degli “nativi digitali” intervistati ha confessato di perdere ore di sonno di fronte al loro personal device, per guardare film e serie tv o ascoltare musica fino a notte fonda. Le proporzioni del problema sono talmente evidenti che il 33% di loro è addirittura cosciente della propria dipendenza, e dichiara di avere scatti di rabbia ogni volta che un adulto lo interrompe.
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Social Warning – Movimento Etico Digitale è capitanato da Davide Dal Maso, che ha avviato il suo percorso di esperto digitale sin dalle scuole superiori, quando anche lui era parte della categoria a rischio, insomma. Secondo il movimento, l’azione contro la dipendenza digitale deve essere svolta su due fronti. Innanzitutto è necessario privilegiare la sensibilizzazione dei giovani dipendenti dai social, informandoli sui pericoli del web e sull’assuefazione ad esso, e limitare all’imposizione di leggi e regolamenti che finirebbero per impaurirli. Contemporaneamente, educare al digitale gli adulti che fanno parte della loro vita, promuovendo una collaborazione tra le due generazioni volta a creare degli spazi dove smartphone e web non siano ammessi.
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