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I malware più ricercati a ottobre 2021: le “superstar” del cybercrimine secondo il rapporto di Check Point Research

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A. Roberto Finocchiaro

Check Point Research svela nel suo consueto Global Threat Index aggiornato ad ottobre 2021 quali sono i malware i malware più pericolosi in circolazione

Il rapporto di Check Point Research sui malware più pericolosi

Un nuovo rapporto di Check Point Research provvede a far chiarezza sui malware più pericolosi ad oggi attivi sulla scena globale. Il “Global Threat Index” aggiornato al mese di ottobre 2021 offre infatti graduatoria delle vulnerabilità che prendono di mira le aziende di tutto il mondo, tra sorprese e vere e proprie “superstar” del mondo cybercriminale. Come già accaduto con le precedenti pubblicazioni, a guadagnare la testa della speciale classifica è il botnet modulare e trojan bancario Trickbot, ben saldo al comando dall’alto dei suoi attacchi criminali capaci di squarciare la sicurezza di oltre il 4% delle organizzazioni internazionali.

Trickbot non è d’altronde un nome nuovo per gli specialisti, considerata l’estrema mutevolezza e i continui aggiornamenti approntati dagli hacker al fine di aggirare le barriere protettive delle aziende. E non a caso è ormai costantemente in sella alla graduatoria dei malware più pericolosi dopo che l’Europol ha inflitto un duro colpo a Emotet, altra superstar tra le minacce alla sicurezza. Il virus è in grado di rubare dettagli finanziari, credenziali dell’account e informazioni personali, oltre a diffondersi indisturbato all’interno di una rete.

Come evidenziato dagli esperti di Check Point Research nel loro consuntivo “Global Threat Index” dello scorso ottobre, una nuova vulnerabilità è entrata di recente nella top ten delle minacce informatiche, colpendo in questo caso il server web HTTP Apache2. Malgrado le correzioni apportate dagli sviluppatori, emblematizzate con il rilascio della patch CVE-2021-41773, pare che la vulnerabilità non sia stata chiusa nella sua interezza: laddove sfruttata, un utente malintenzionato potrebbe infatti accedere in modo indisturbato a file arbitrari caricati dentro al sistema, con conseguenze certamente impattanti nella sicurezza delle aziende.

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I settori maggiormente presi di mira dai cybercriminali

La mano degli hacker nel settore dell’Istruzione e della Ricerca (Unsplash)

Al di là della tipologia di malware, appaiono interessanti alcune rilevazioni della fonte. In particolare, dall’analisi di Check Point Research si evince che l’industria maggiormente presa di mira è quella facente parte del settore dell’Istruzione o della Ricerca, seguito subito dopo dalle Comunicazioni e dal Governo. Con riguardo invece alle famiglie di malware più pericolose in circolazione, viene segnalata la crescente diffusione di XMRig, un software di mining CPU open source scovato per la prima volta nel 2017: dai dati del rapporto, tale virus avrebbe già preso di mira il 3% delle organizzazioni su scala mondiale. E poi c’è Remcos, medaglia di bronzo tra i virus più temuti nella classifica di ottobre 2021 dall’alto del suo 2% di attività malevola: tale malware si diffonde dall’ormai lontano 2016 facendo leva su un documento Microsoft Office allegato alle e-mail di spam e contenente il payload dannoso.

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La lista della top ten è infine completata da Glupteba, Tofsee, Ramnit, Agente Tesla, Ursnif, Formbook e Nanocore, mentre tra i dispositivi mobili spicca soprattutto la pericolosità di xHelper, malware capace addirittura di reinstallarsi automaticamente anche in presenza di una disinstallazione dell’app incriminata.

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A. Roberto Finocchiaro

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