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Mastercard e Visa scaricano Pornhub per violenza e pedopornografia

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Raffaele Pigneri

Gli utenti Mastercard e Visa non potranno più pagare Pornhub premium con le loro carte di credito: il gigante dell’intrattenimento per adulti è accusato di mostrare violenza e pedopornografia.

Il logo di Pornhub (immagine da Wikipedia)

Mastercard e Visa mollano Pornhub. I circuiti di due tra le più popolari carte di credito non permetteranno più ai propri clienti di effettuare pagamenti verso il leader dell’industria del porno digitale. In seguito a un reportage pubblicato da Nicholas Kristof  sul New York Times, le due finanziarie hanno avviato indagini su MindGeek, controllante di Pornhub. Mastercard ha riscontrato violazioni dei propri standard che non le consentono di collaborare con la piattaforma canadese a luci rosse, mentre Visa ha sospeso i pagamenti in attesa di concludere la propria investigazione. Anche la carta per i pagamenti online, Discover, ha prontamente scaricato Pornhub per le stesse ragioni.

Da sempre Pornhub ha cercato di distinguersi nell’industria dell’intrattenimento per adulti con campagne di marketing innovative, aperte e per così dire prive di auto-accondiscendenza. Celebri, ad esempio, i suoi spot natalizi, e le sue campagne di raccolta fondi per la lotta al cancro del seno o per l’ambiente. Hanno addirittura pubblicato due dischi: Pornhub Valentine’s day 2019 e XXXMas 2020. Insomma, un’azienda che cerca di distinguersi dal contesto del porno più squallido. I suoi numeri sono spaventosi: può contrare su un database che sfiora i sette milioni di video e ogni mese totalizza tre miliardi e mezzo di visitatori più tre miliardi di impressions pubblicitarie.

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Mastercard e Visa rompono con Pornhub per violazione dei loro standard: ecco com’è andata


Il reportage di Kristof ha l’inequivocabile titolo di “Children of Pornhub” e accusa apertamente l’azienda di caricare video in cui il sesso è tutt’altro che legittimo e consensuale. La sua ricerca ha portato alla luce video di ragazzine minorenni violentate e oggetto di traffico minorile. Gli abusi sono stati riportati e gli autori dei crimini sono finiti in galera. Ma, argomenta Kristoff, Pornhub l’ha fatta franca pur avendo tratto profitti da quei video. Inoltre, aggiunge l’editorialista del NY Times, anche se PornHub ha prontamente rimosso i video in questione, i suoi clienti premium avevano già avuto la possibilità di scaricare in locale materiale violento e pedopornografico.

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L’azienda che ha sede sull’isola di Cipro si difende, accusando Mastercard e Visa di scarso tempismo. Infatti, due giorni prima della rottura, Pornhub aveva avviato misure di sicurezza nella piattaforma di user generated content (contenuti generati dagli utenti) senza precedenti e senza pari nel settore dell’intrattenimento per adulti. Per di più, fanno notare da MindGeek, Facebook ha registrato 84 milioni di casi di materiale esplicito sui minori, a fronte dei 118 episodi riscontrati su Pornhub da Internet Watch Foundation nello stesso lasso di tempo. La nuova policy di Pornhub ha positivamente impressionato anche l’accusatore numero uno Nicholas Kristof, che ha definito la svolta “significativa”. Speriamo davvero che funzioni.

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Raffaele Pigneri

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