OpenAI (ma non solo) ha giocato un bello scherzetto a Google, per la gioia di Microsoft e le ire degli “alleati” del colosso di Mountain View, primo fra tutti Samsung.
Con ChatGPT (soprattutto con l’aggiornamento GPT-4, ma già si sta lavorando al GPT-4), OpenAi ha dato una bella sgasata nella corsa allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale. Microsoft si è accodata subito a OpenAI, investendo senza remore oltre 10 miliardi e portando – fra le altre cose – ChatGPT su un Bing AI più performante che mai.
Non c’è dubbio che in questo momento Microsoft abbia sorpassato Google e sia in netto vantaggio in ambito di Intelligenza Artificiale. Per Samsung, il primo a credere nel colosso di Moutain View, non è certo una bella notizia. E ne avrebbe parlato apertamente proprio con Google, minacciando l’intenzione di lasciare il motore predefinito di Google nei suoi smartphone, per passare alla concorrenza, quindi Bing, se Google dovesse continuare con il suo andamento lento. Lo snodo cruciale, dunque, il focus su cui si stanno concentrando tutti i giganti della tecnologia è l’Intelligenza Artificiale, e questo a prescindere dalla nascita e l’esplosione del benedetto ChatGPT, sempre in prima pagina nell’ultimo periodo: Bing AI, tanto per fare un esempio, è arrivato persino su SwiftKey.
Per questo Google starebbe lavorando a quattro nuovi strumenti basati sull’intelligenza artificiale, MAGI, GIFI, Tivoli Tutor e un’estensione di Chrome chiamata Searchalong, tutti progetti inerenti la ricerca di immagini, l’apprendimento di una nuova lingua, l’interazione con chatbot durante qualsiasi tipologia di navigazione. Ma, innanzitutto, deve far in fretta, e poi essere il più performante possibile, vista l’asticella alzata da Microsoft.
Attualmente il colosso di Mountain View sarebbe in “modalità panic”, tanto per utilizzare un termine del New York Times, che ha spiegato sia la situazione di Microsoft sia quella di Google, quest’ultima notevolmente più complessa, in quanto se Samsung passerà davvero a Bing come motore di ricerca predefinito, saranno guai. Perché?
Primo perché perderebbe tanti soldi, ma tanti, ma se Samsung si dovesse davvero allontanare da Google a causa della mancanza di un Intelligenza Artificiale performante, cosa impedirebbe ad Apple di farlo? Entrambe le società , infatti, hanno un contratto con Google e pagano una grossa commissione alla società di Mountain View.
In questo contesto, il Google I/O 2023 sarĂ davvero interessante e non solo per capire dove sta realmente andando il colosso di Mountain View. Ma per comprendere se Samsung darĂ seguito alle sue minacce, o si accontenterĂ di restare al fianco di un Google un tempo lepre, ora cacciatore di leadership perduta, in ambito di Intelligenza Artificiale.
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