Un bot di recente creazione indirizzerà le donne verso il percorso abortivo, sia sotto il profilo psicologico, che logistico. Non mancano le polemiche
Ovviamente, non mancano le polemiche. Del resto, si tratta di due temi da sempre assai divisivi: intelligenza artificiale e aborto. Ma la strada imboccata dal mondo è quella di un progresso sfrenato, con l’applicazione delle più avanzate scoperte tecnologiche per i fini più disparati. Ecco, per esempio, una nuova Intelligenza Artificiale che aiuterà le persone ad abortire. Sta per arrivare sul mercato.
Sebbene in Italia sia un diritto delle donne ormai consolidato nell’ordinamento da anni, sull’aborto si fa ancora un gran parlare. Ovviamente, dietro questo diritto civile e sociale, vi sono anche posizioni di tipo politico, con l’area più conservatrice, spesso legata alla Chiesa, che spinge in direzione contraria.
A questo, negli ultimi mesi, vanno ora associate le perplessità che ruotano attorno a un tipo di tecnologia ancora oscuro come l’Intelligenza Artificiale. Qualcosa che potrebbe cambiare la nostra vita o che, forse, la sta già cambiando. Come in ogni nuova scoperta, evidentemente, molto dipenderà dall’utilizzo che si farà di questa forma di sviluppo. In questo caso, sul mercato sta per arrivare un nuovo tipo di Intelligenza Artificiale che aiuterà le persone ad abortire.
In questo caso parliamo di un chatbot online che chi lo ha inventato ha chiamato Charley. Dietro questa nuova applicazione vi sono alcune tra le principali organizzazioni abortive degli Stati Uniti. Una forma di civiltà, sottolineano i promotori e coloro che, sotto il profilo tecnico l’hanno realizzato.
Già, perché, come ben sappiamo, negli States interrompere una gravidanza è diventato per le donne sempre più difficile, anzi, impossibile. Le recenti pronunce della giustizia a stelle e strisce, infatti, hanno ristretto moltissimo le maglie di un diritto che era considerato ormai acquisito. Il risultato è che, allo stato attuale, in ben 24 Stati degli USA, l’aborto è illegale. Charley va a inserirsi proprio in questa temperie culturale e legale. Ma come funziona?
Gli utenti devono rispondere ad alcune domande come la data dell’ultima mestruazione, il codice postale e il tipo di procedura che stanno cercando. Acquisite le informazioni, il bot indirizza le donne verso cliniche controllate, fornitori di telemedicina o risorse di supporto. La situazione in America è piuttosto delicata per le donne, infatti, come fenomeno collegato a Charley, negli ultimi tempi stanno sorgendo diverse tecnologie di ChatGPT che forniscono, oltre che supporto logistico, anche supporto psicologico alle donne. Ovviamente, non vi è la percezione che sti sta parlando con un bot.
Infine, il tema della privacy. Gli ideatori garantiscono: Charley non richiede informazioni identificabili come nome, indirizzo, email o numero di telefono. Memorizza soltanto l’indirizzo IP, che è riconducibile alla posizione generale, e la cronologia chat per un periodo di tempo limitato, per fornire le indicazioni richieste in tempi rapidi.
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